Visualizzazione post con etichetta storie. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta storie. Mostra tutti i post

venerdì 3 giugno 2016

LORENZO & MARTIN


Amore.

Come il primo sguardo.
Il mio, e quello tra di loro.

Come il primo scatto.
Così, rubato.

Come il sorriso di questa mamma.
Che mi ha dato una fiducia immensa permettendomi di conoscere i suoi bambini e di coglierne la loro quotidianità. 
Avrò un ricordo stupendo di questo servizio, uno tra quelli che saprò gelosamente custodire nel tempo. 

Spero di aver regalato loro la mia stessa gioia, perché, per me, nonostante i raffreddori, i pianti e i fazzoletti, sono stati poesia.























giovedì 31 marzo 2016

NEW YORK - prologo


Una città.
Una piccola piazza sulla 1st Avenue. 
Due parole. 
Un luogo che è stato la mia casa. E il punto in cui è finita ed e ripartita la mia vita.
Dove ho lasciato la me di prima, giovane carina e un po’ leggera.
E dove hanno messo radici profonde i sentimenti che fanno la me, di oggi.

Se parlo di New York si aprono tanti pezzi del mio cuore, alcuni dolorosi e malinconici, altri fatti di incredibili emozioni e di immensa crescita.
Non è facile andare in quel cassetto e tirarne fuori la chiave, so che mi ritroverò catapultata in quella realtà di 7 anni fa come se fosse oggi.
So già che piangerò molto ma sorriderò allo stesso tempo.
Perché si parlerà di luoghi, di momenti e di persone. 
Ed io mi sento ancora legata in modo indissolubile ad alcune di loro.
Ma che probabilmente non rivedrò più.

Nonostante tutto non rimpiango niente di questa grande storia se non quelle scelte impulsive che hanno fatto soffrire alcune di loro che già mi amavano pur conoscendomi da poco. Ed i miei genitori, i loro saggi consigli nelle chiamate in piena notte e il sapere, solo ora, che avevano ragione.
Che Fede, non esiste solo il cuore ma anche la testa.

E allora parto da qui, dal mio continuo bisogno di raccontare. Di raccontarmi. Di mettermi a nudo e riflettere, ancora una volta su questo anno di esperienze e viscerale cambiamento che mi hanno resa quella che sono. 

Con queste parole che escono come un fiume in piena e le mie amate fotografie, che da quel gennaio 2009 sono diventate un tutt’uno con la mia vita.
Sì, perché è qui che ho iniziato il mio vero rapporto con l’obiettivo ed è nata questa passione.

Da qui è nata “Fo”, in uno Starbucks sulla 57esima dove facevo colazione ogni mattina. Federica non lo sapevano scrivere ed uno scarabocchio è diventato il nome con cui mi conoscete su ig.



Inizierò in punta di piedi, per me stessa e per voi, se mi accompagnerete. Se avrete voglia, poi, di continuare a leggermi.
Una storia in capitoli e scatti, di una ragazza sulle nuvole e che ha ancora il visto valido per tre anni. 
Perché lei, a New York, ha detto solo arrivederci.

Fede



martedì 29 marzo 2016

MEGLIO TARDI CHE MAI!




Sono di nuovo qui, a distanza di un anno. O quasi.

Mi dispiaccio per non esserci stata e non aver trovato il giusto tempo per curare questo spazio che sento molto mio. 
Tra Giovanni che sta crescendo a vista d'occhio e giustamente chiede molte attenzioni, l'avventura di un ennesimo trasloco (speriamo quello definitivo) e il lavoro che occupa gran parte delle mie giornate, ciò che rimane è poco. 
Poco, il tempo per scrivere le parole che vorrei. 
Per arricchirlo con tutte le fotografie che ci raccontano.
Per curarlo davvero, questo angolo di storie di vita.
Ma, meglio tardi che mai.
Come la primavera.
Riparto con i progetti, con la testa che frulla sempre, con i disegni, con le fotografie. Insomma, riparto dai miei sogni. Avverati e che si avvereranno.
Con il filo conduttore di essere felice.

Incrocio le dita per me, che sia una ripartenza.
E per voi che mi leggete, che vi possiate lasciar guidare dai vostri, di sogni.

Fede

lunedì 18 maggio 2015

JUNO


Questa notte, mentre addormentavo Giovanni ho guardato l'ora. 
Mezzanotte era passata da poco. E ho pensato che si, era il tuo compleanno. Fedele compagno.
Peloso.


Juno, in uno sguardo dei suoi.

Allora cerco una nostra foto e compongo qualche riga, delle mie, profonde, un pò strappalacrime; di quelle che certi followers stufi di leggerle vorrebbero mandarmi a quel paese mentre altri (o altre) si ritrovano con gli occhi sfuocati.
Ma a me questo piace, perché così succede anche a me.
Perché vuol dire arrivare, con la semplicità.
E infatti mi ritrovo (spesso sul wc) a leggere a mia volta, storie. 
Nei 30 minuti di libertà che il nano mi concede, crollato dopo instancabili 24h.
30 minuti perché poi crollo anch'io.
E sono li, con il naso che cola e il singhiozzo represso perché se lo sveglio poi sono cavoli amari. 
La scena è sempre questa più o meno. Si, insomma. Per dire che mi ritrovo a scrivere e leggere in posti improbabili e ad ore ancor più assurde.
La notte e il silenzio mi portano riflessioni.

Ma ieri sera era tutto sommato presto. E ho davvero pensato a te.
A noi, come ci siamo incontrati.
A come ti ho scelto.
A come tu, mi hai scelta.
A come volevo una femmina e invece c'eri tu.
Che tanto maschio non sei. Il nome Juno la dice lunga. E con la sensibilità che hai devi per forza avere un'anima gay.
A come piangevo di felicità, alle corse in bicicletta per arrivare anche a darti un bacino mentre eri ancora con la tua mamma. La sera tardi dopo lavoro, mi bastava passare. Tu eri l'unico a dormire per i fatti tuoi, sdraiato come una foca. E dormi ancora così.
Avevi il musetto con lo sguardo incazzato.
Ed è per questo che mi hai conquistato.
Perché sono così anch'io.
Buona emotiva sensibile solitaria e anche incazzosa gelosa e goffa.
Quando sento dire che esiste la somiglianza cane padrone non posso che confermare.
Ma noi non ci assomigliamo, noi siamo uguali.

Per dire, adesso siamo sovrappeso tutti e due.

Forse solo coi peli me la cavo... 

Mah, direi che siamo li anche con quelli.
Avere un neonato in casa vuol dire fare i conti con la ricrescita :)

C'è così tanto, di te e di noi, in quattro anni.
Per questo ti ho dedicato un post in Instagram:

Happy b-day Juno

In poche righe riassume ciò che siamo.
E ciò che saremo.
Perché io lo so già come sarà.
Hai leccato le mie lacrime e poi mangiato i fazzoletti.
Abbiamo fatto km di passeggiate e mi hai mangiato le scarpe.
Siamo diventati cinque e tu ora, proteggi il mio bambino.

Si, Juno, noi continueremo a trovare i tuoi peli dappertutto e io diventerò matta con l'aspirapolvere..
ma tu saprai essere la sua ancora.
La nostra.

Auguri leone.














giovedì 2 aprile 2015

TRA UNA PEPPA E UNA PIMPA



Non tutte le mamme sono d’accordo sul far vedere la tv, o meglio, i cartoni, ai loro piccoli.

La mia era una di queste. Me ne ha tenuta lontano finche’ ha potuto, finche’ tanti miei amici che invece ne avevano libero accesso ne hanno parlato e di conseguenza ho scoperto cosa fossero. Ma ero gia’ grandina ormai.
Persino all’universita’ ricordo di un esame sulla “cattiva maestra televisione”..di sociologia dello sviluppo o una cosa cosi’.
Insomma, sono stata spesso e volentieri accompagnata da un senso di tv in chiave negativa.
Ed e’ anche vero che poi, pero’, ho recuperato tutto con gli interessi ed ora sono un’ addicted. Soprattutto di serie e filmoni. Povera la mia mamma!
Ma qui voglio parlare di tv per bambini.
Ok, tema controverso e ci sta, di certo non fa tutto bene, soprattutto ai piu piccini.
Per la velocita’ con cui si susseguono le immagini, i temi trattatti ecc. Ed e’ vero che, a mio parere, esistano cartoni calibrati per ogni eta’. Ed e’ giusto, penso, ricorrervi ogni tanto.
Non per parcheggiare il piccolo, ma per distrarlo in un momento di “crisi”, quando qualsiasi cosa si proponga imperterrito prosegue il pianto o anche per condividere un momento insieme, un rituale.

E qui gli americani sono piu’ avanti di noi. Nel bene e nel male.

Quando ho fatto il mio anno come au pair nella big apple, infatti, avevo cura di un bimbo di 2 anni e mezzo. Come tutti sapeva gia’ usare l’i phone e il blackberry, ma aveva due momenti speciali, la sera, da vero bambino, che ho condiviso, imparato ed amato.
Un video e un libro.
Il primo, un collage di figure e pupazzi che si muovono, accompagnati dalla musica.
Questo piccolo rito durava mezz’ora, prima del latte e della nanna; io e Alex ci piazzavamo davanti alla tv e un po’ si ballava, un po’ si rideva e un po’ ci si raccontava. Il video si chiama Baby Beethoven, della serie Baby Einstein. E mi sono detta, quando avro’ un bambino lo cerchero’. E cosi’ e’ stato. E ho letto di tutto, nel mentre: che e’ stato un flop, che non va bene per lo sviluppo, non educa e bla bla bla.
Io invece vi diro’ che lo trovo carino, leggero e 30 minuti ogni tanto non influiscono negativamente, soprattutto se condivisi.
E ha un sapore di ricordi, per me.
Vi lascio qui il link di youtube, noi ce lo guardiamo da qui quando capita:


Ma veniamo AL libro. Si, AL libro scritto in maiuscolo.
Perche’ questo, rispetto al resto, e’ davvero speciale.
Chi scrive e’ Nancy Tillman, un’autrice americana di libri per bambini.
Libri che non sono ancora stati tradotti, ahime’, in italiano.
Per chi mastica un po’ di inglese non sara’ difficile capire quanto siano preziosi, per le bellissime immagini ma ancor di piu’ per le parole ed i temi che affronta.
Solo a scriverne mi viene la pelle d’oca, per quanto smuovano anche il piu’ duro dei cuori.
Parole semplici che fanno bene ai nani ma ancor di piu’ a chi, a voce alta, le raccontera’.
Vi basti solo sapere che a fine di ogni libro c’e’ questa frase : “you are loved” per ricordare, per imprimere nella mente che si, sei amato.
Per addormentarsi a cuore pieno.
Io lessi “On the Night You Were Born” e mi e’ rimasto dentro.
Ora, che curiosavo un po’ di libri per Giovanni, tra una Peppa e una Pimpa, mi sono ricordata di quest’autrice.. e ho scoperto che negli anni altri libri sono stati scritti.
Che non posso perdermi.
Che chi ha un’anima sensibile non puo’ perdersi.
Dai titoli gia’ mi sciolgo:
Wherever You Are My Love Will Find You
I'd Know You Anywhere, My Love
Ma, per me e la mia di storia, ecco quello che piu’ desidero e che con piu’ fatica leggero’:
The Heaven of Animals
” The loss of a pet is heartbreaking. But in the heaven of animals, the love you have for your animal friends lives on.”
Ecco. Insomma. Questi.
S P E C I A L I.

   






Spero di avervi dato qualche buon consiglio intanto…a presto.
Fede

(pic da Pinterest)